Moise Kean costretto a scusarsi dopo la lite andata in onda in televisione: l’attaccante della Fiorentina ammette di aver esagerato
La furia di Moise Kean: l’attaccante della Fiorentina, assente nelle ultime partite per infortunio, non si trattiene ed esplode davanti alle telecamere.
Il bersaglio del calciatore è l’influencer Pengwin, che nei giorni scorsi aveva pubblicato uno scambio di messaggi al vetriolo proprio con l’ex Juventus: un botta e risposta duro con al centro l’esclusione dell’Italia dai mondiali e le critiche che il tipster aveva rivolto ai calciatori della Nazionale. Critiche che non erano andate giù a Kean che nei messaggi aveva invitato Pengwin ad un incontro per dirimere la questione.
Incontro che ha organizzato il programma televisivo ‘Le Iene’: il servizio mandato in onda ieri sera mostra il faccia a faccia tra l’attaccante e l’influencer e non è stato certo pacifico. Kean, infatti, appena ha visto il Pengwin è andato su tutte le furie e ha reagito con rabbia: “Che ca… ci fai sotto casa mia? Vattene ti ammazzo di botte. Non scherzo” le parole del calciatore che non si è certo calmato dopo. È stato l’intervento dell’inviato a calmare le acque dopo un paio di minuti, senza però convincere Kean a chiarire: “Lui è un cogl**ne. È il primo che prendo, ma tutti parlano troppo” ha sbottato ancora il bomber.
Furia Kean contro Pengwin: arrivano le scuse
Successivamente, al Viola Park, Moise Kean ha voluto scusarsi per quanto accaduto in precedenza. Nel servizio de Le Iene, infatti, l’attaccante ha spiegato il motivo della sua rabbia: “Siamo persone normali, sbagliamo anche noi. Le critiche le devi accettare”.

Kean chiede scusa (Screen Le Iene) – Csi.Lecco.it
Quindi le scuse: “Mi volevo scusare, so che devo dare l’esempio e non è una scena bella. Però non ritiro quello che ho detto, per me finisce qui”. Inevitabile anche un accenno a quanto accaduto con la Nazionale e con la sconfitta in Bosnia: “So che dovevamo dare qualcosa in più, per me è stata una bella mazzata. Bisogna andare avanti”. Capitolo chiuso quindi con una scena non proprio edificante, ma anche le scuse che mettono fine al botta e risposta: ognuno andrà avanti con la propria idea e con la certezza che per il terzo mondiale di fila l’Italia sarà soltanto spettatrice. E anche questo non è un bello spettacolo.








