Impegnato nell’Atp 500 di Barcellona, Lorenzo Musetti fa i conti con un’autentica maledizione che non lo lascia in pace
È stato numero 5 al mondo, è ancora in top ten, ma per Lorenzo Musetti sembra esserci una sorta di maledizione.
Il tennista toscano è attualmente impegnato nell’ATP 500 di Barcellona dove è partito come seconda testa di serie visti i numerosi forfait, su tutti quelli di Sinner e Alcaraz. Nel pomeriggio, l’attuale numero 9 nel ranking sfiderà Fils nei quarti di finale: l’obiettivo è arrivare fino in fondo, replicando quanto fatto lo scorso anno a Montecarlo.
La condizione fisica sta migliorando dopo i problemi accusati agli Australian Open: fa ancora male il ritiro contro Djokovic quando l’italiano era avanti per due set a zero. Acqua passata però e Musetti prova a guardare avanti con fiducia, ma anche con quale timore.
Pesa e non poco, la mancanza di vittorie che ormai va avanti da troppo tempo. L’ultimo successo risale, infatti, al 2022 a Napoli e da allora il tennista di Carrara ci è andato vicino tante volte, senza però mai riuscire ad alzare una coppa. Una autentica maledizione che si sta insinuando nella testa del tennista e che non lo lascia in pace.
Musetti e il tabù vittorie: una vera maledizione
In un’intervista al Corriere dello Sport lo dice apertamente: l’assenza di successi lo sta condizionando ed è un tarlo che si fa vivo nei suoi pensieri ogni volta che vede vicino il traguardo.

Musetti e il tabù vittoria da infrangere (Instagram Lorenzo Musetti) – csi.lecco.it
“Ogni volta che vado in finale – confessa – è complicato non pensare a questa cosa”. Anche perché la critica non è mai stata tenera nei suoi confronti: “Su questo argomento sono stato spesso massacrato – conferma – e certi commenti ti condizionano, inutile negarlo”. Musetti però non vuole farsi prendere dalla smania di vincere a tutti i costi: “Oggi non la considero una priorità: se giocherò il mio miglior tennis, prima o poi un titolo arriverà”.
E magari potrà dare filo da torcere anche a Jannik Sinner, con il quale il confronto costante non è semplice da sopportare: “Jannik ha abituato gli italiani a vincere costantemente ed essere il secondo non è sempre facile – le parole di Musetti al Corriere – . Io ho conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi nel 2024, un traguardo che il tennis italiano non vedeva da 100 anni, eppure è stata vissuta come una cosa normalissima”.
Italiani ormai abituati troppo bene, tanto da non godersi i successi di tutti i suoi tennisti: magari il prossimo di Musetti sarà celebrato come si deve dopo averlo tanto desiderato. E chissà che non arrivi proprio a Barcellona…








