L"incontro con il Presidente Nazionale: "Pronti ad essere nel motore del rilancio"

09/05/2020
 
 
 
 

L’evoluzione passa, e soprattutto nasce, dalle difficoltà. Se questa quarantena ci ha tolto il calore di un abbraccio, di una stretta di mano e di un caffè bevuto in compagnia, non ha di certo fermato la voglia di stare insieme. Semmai ha trasformato le modalità per stare vicino a chi vogliamo bene. La tecnologia, se usata con criterio, può generare grandi cose. Lo abbiamo sperimentato anche con l’incontro a distanza dello scorso 1 maggio tra gli arbitri e giudici Csi e il Presidente Nazionale Vittorio Bosio. Oltre 600 operatori in collegamento da tutta la penisola per ascoltare le sincere parole del Presidente Nazionale. Da ex arbitro Bosio non nasconde grande affetto nei confronti del ruolo arbitrale; lui che è stato arbitro Csi per 40 anni prima del servizio come presidente del Csi Bergamo ed ora di Presidente Nazionale. Moderatore del meeting Maurizio Caterina, responsabile della commissione Nazionale Arbitri e Giudici. L’Assistente Ecclesiastico Nazionale don Alessio Albertini ha sottolineato la necessità di affrontare la ripartenza con creatività e flessibilità, non come un semplice ritorno alle vecchie abitudini e modi di fare sport e di vivere la vita. ”Far si che ciò che è stato possa dar vita a qualcosa di dirompente e nuovo!” questo il suo augurio prima di concludere con una preghiera per chi sta combattendo la battaglia con la malattia. Inizia qui l’intervento di Vittorio Bosio: sconforto, grinta e speranza le emozioni che ha condiviso con gli amici arbitri. “Dal 22 febbraio ci e venuto a mancare il mondo che ci accompagnava costantemente”. Si sono spenti metaforicamente i fari dei campi, dei palazzetti e delle piscine del circuito Csi e si è fermato lo sport di base. Ma ecco emergere la determinazione che lo contraddistingue, pronto a donare sincere parole di speranza, perché “presto o tardi torneremo a fare quello che ci piace, ad essere il male necessario, perché senza arbitri e giudici non si gioca a nessun livello”. Ha poi voluto porre l’attenzione su un aspetto non banale, ossia l’importanza della figura dell’arbitro nei confronti delle società, identificandola quale “Carta d’identità del Csi”. Così come la necessità di portare sui campi, quando sarà possibile ripartire, “positività, sicurezza e serenità verso le società e gli atleti”. Un compito arduo ma di fondamentale importanza per dare slancio ad una ripartenza che sarà difficile per tutti. Da vivere senza la paura dell’incontro ma con la voglia di stare insieme per tornare ad abbracciarci e divertirci.

Luca Presti