Editoriale


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CONI, IL CSI SI APRE AL MONDO SPORTIVO

Martedì 11 ottobre il Cardinal Dionigi Tettamanzi ha voluto incontrare le giunte CONI delle tre province della diocesi (Milano, Varese e Lecco). L’incontro è stato fortemente voluto dal nostro arcivescovo, desideroso di conoscere “uno ad uno” coloro che hanno ruoli di responsabilità in ambito sportivo sul territorio affidato alla sua cura pastorale.

Anche il sottoscritto era presente all’incontro in quanto membro della giunta del CONI Lecco ed ho potuto sentire personalmente le richieste che il Cardinale ha avanzato in quella sede ai rappresentanti del CONI: non dimenticare gli oratori e le associazioni sportive cristianamente ispirate; considerare un arricchimento la presenza di rappresentanti di queste realtà all’interno delle istituzioni sportive; allargare l’orizzonte delle relazioni anche ad altre culture e sensibilità.

Sono state tre richieste molto forti che non possiamo accantonare o pensare che non siano rivolte anche a noi e quindi dobbiamo interiorizzarle e cercare di farle divenire realtà.

Come ormai le nostre Società sanno il Centro Sportivo Italiano, dallo scorso mese di marzo, è entrato a pieno titolo nella Giunta del CONI Lecco con l’incarico impegnativo ed importante di vicepresidente e quindi ritengo che a noi spetta soprattutto il compito di far si che le aspettative del nostro arcivescovo siano portate a compimento.

In questi mesi spesso mi sono posto la domanda sul significato da dare alla nostra presenza all’interno del CONI e su quale ruolo deve avere il CSI, che nei decenni scorsi ha sempre un po’ avversato il mondo sportivo federale. La risposta che mi sono dato è che questa che ci è data è una grande opportunità per aiutare il mondo sportivo a crescere soprattutto sul versante della promozione sportiva, dell’attenzione alla persona, del rispetto delle diversità.

Le nostre esperienze nel campo dello sport per tutti, per i meno bravi, per i più piccoli, non possono e non devono essere ostacolo al nostro essere membri effettivi del mondo sportivo ma devono poter essere messe a disposizione di altre realtà sportive affinché, tutti assieme, finalmente si concretizzi quello che spesso ci diciamo a parole e cioè che lo sport è al servizio della persona e non viceversa, che deve servire per la crescita umana e civile di ogni nostro ragazzo e giovane.

Questo però non ci deve far pensare di essere i migliori, i depositari delle verità, ma con umiltà ci dobbiamo confrontare con le altre realtà cercando di “donare” le nostre esperienze ma anche con l’animo disposto ad apprendere quanto queste hanno da insegnarci.

Probabilmente questa nuova frontiera che si apre ci porrà ancor più in discussione in quanto il confronto, il dialogo è sempre sinonimo di pazienza, mediazione e fatica ma ciò può solo arricchire le persone in quanto si impara a confrontarsi ed a relazionarsi con altri.

Rinchiudersi a riccio nel nostro mondo sportivo, a volte un po’ vellutato e che crediamo migliore, non serve certamente alla causa ed a tanti nostri ragazzi; anzi credo che li emargini ancor di più.

Occorre quindi essere “aperti”, consapevoli che la strada da percorrere per un mondo sportivo migliore è ancora lunga e faticosa ma il cammino fatto assieme ad altri è molto più bello; assieme si possono affrontare meglio le difficoltà e comunque aiuta tutti noi a crescere anche interiormente.

Sono certo che è questo che vogliono le nostre Società sportive ed i nostri ragazzi.


Giovanni Sala

Presidente provinciale CSI