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L'ARCIVESCOVO MONS. DELPINI SCRIVE AGLI ALLENATORI


Coinvolgente incontro tenutosi Il 29 ottobre presso la sede del Centro Diocesano di Milano nel salone PioXII in via Sant’Antonio 5 con la presenza dell’Arcivescovo Mario Delpini e i rappresentanti del mondo sportivo di base.
Ha sorpreso tutti in anticipo comparendo tra la platea a stringere le mani dei presenti come fosse uno di loro. Circa 500 persone tra dirigenti, allenatori, educatori, atleti, che hanno partecipato all’incontro voluto dall’Arcivescovo che considera il mondo sportivo intercalato in un più vasto progetto educativo per la crescita dei giovani.
Prima del suo intervento ha parlato, Don Mario Antonelli, vicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della Fede che ha fatto riflettere sulla responsabilità di educare tra il mondo dello sport E l’oratorio; non una congiunzione (E), in senso grammaticale che serve a collegare due o più parole in una frase, ma due mondi (Oratorio E Sport) che identificano un legame indispensabile, una coralità di insieme che ha un suo preciso stile di vita cristiano nella comunità educante cioè l’educazione dei ragazzi.
E’ stato annunciato anche il passaggio di consegne alla guida del Servizio pastorale dello sport tra Don Alessio Albertini e Don Stefano Guidi nuovo direttore della Fom e del nuovo nome del “Servizio per lo Sport e Oratorio”.

La parola è passata all’Arcivescovo che ha sottolineato come la sua figura è simile ad uno dei Discepoli più silenziosi del Vangelo. l’undicesimo Taddeo. Un intervento tutt’altro che silenzioso. Riprendendo le parole di Don Mario Antonelli e fa gustare alla platea i passi più importanti del suo messaggio che ha preparato per gli allenatori. Un messaggio che si traduce in una lettera che ha preparato che vuol essere “guida” nel loro percorso nella quale viene evidenziato un cammino di crescita per i ragazzi e le ragazze che praticano lo sport non solo per diventare campioni, ma uomini e donne che rendono migliore il mondo. Chiede agli allenatori di far parte della Comunità Cristiana perché è consapevole dell’importanza della loro responsabilità, autorevolezza, confidenza, osservazione. Esprime anche il piacere di avere un incontro regolare perché nella concezione ambrosiana e lombarda lo sport è consustanziale alla parrocchia: dove c’è il campanile c’è il campo sportivo. E anticipa il piacere di nuovi incontri lasciando anche un decalogo degli sportivi dove ha definito 6 punti e ha richiesto a tutti la partecipazione per definire altri per concludere le regole dello sport in oratorio.

Giulio Villa

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