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IL PRESIDENTE ISACCHI: AI GIOVANI ATLETI INSEGNAMO A DARE SEMPRE IL MASSIMO


Pubblichiamo la lettera che il Presidente Carlo Isacchi ha inviato alle società sportive ed ai collaboratori di Comitato quale contributo per una comune riflessione su alcuni aspetti che stanno interessando i tornei ed i campionati provinciali del settore giovanile. Il Presidente Isacchi ed i suoi più stretti collaboratori rimangono a disposizione per un cordiale e costruttivo confronto su questi temi.


Mi arrivano diverse voci circa fatti spiacevoli che stanno avvenendo nelle palestre dove giocano le nostre squadre.
Il primo è che a volte i genitori delle squadre under (quindi di ragazzine) fanno tifo contro la squadra avversaria, non risparmiando insulti e parolacce.

Ma il nostro sport è un fatto educativo, prima che sportivo, e quindi il pubblico e  ovviamente anche i dirigenti delle società, non devono assolutamente insultare la squadra avversaria. Nelle palestre e sui campi di calcio si deve instaurare un clima di serenità, che favorisca lo sviluppo del bel gioco, fatto con passione ed in amicizia, non solo con i compagni, ma anche con gli avversari.. Non dico che non si deve fare il tifo, ma questo deve sempre essere tifo per … e non tifo contro …

Incoraggiare la propria squadra va bene, ci mancherebbe, fa parte della partita, ma gli insulti alla squadra avversaria questo NO, questo non rientra nella pratica sportiva che noi proponiamo e che le nostre Società dovrebbero perseguire. Trattandosi di ragazzine poi … quale esempio diamo?

Il secondo fatto è che arrivano lamentele perché il CSI ammette ai tornei di pallavolo anche le squadre che fanno federazione e le squadre che praticano solo CSI trovano notevoli difficoltà ad incontrare queste formazioni, tecnicamente più attrezzate.

Capisco questi problemi, ma la partecipazione delle squadre FIPAV è ammessa dai regolamenti nazionali e su questo non possiamo farci nulla. Inoltre le società CSI conoscono il regolamento e, quando si iscrivono, sanno che troveranno sul loro cammino delle squadre FIPAV.

Come possiamo dire a delle squadre o a delle atlete “voi non potete giocare perché siete troppo brave”? Se sono brave non è perché sono nate brave, ma perché il loro livello è frutto di allenamenti assidui, e di costanza nell’impegno sportivo. Questi sono valori che dovrebbero interessare anche le ragazze CSI, oppure noi dobbiamo proprio livellarci verso
il basso?

Se il nostro sport è educativo, e lo è, non sarebbe meglio insegnare alle nostre ragazze CSI ad accettare la sconfitta con serenità, mettendoci sempre tutto l’impegno dovuto? Lo sport è maestro di vita e le sconfitte, pur cocenti, possono essere trasformate in uno stimolo a fare meglio, perché poi nella vita, dopo la pallavolo, le sconfitte si ripeteranno. Cosa diranno queste ragazze quando andranno male a scuola? “Non vado più a scuola perché il prof esige troppo”? Cosa faranno quando, nell’ambiente di lavoro, si troveranno a competere con dei colleghi più bravi? “Non vado più al lavoro perché gli altri mi passano davanti”? Dobbiamo insegnare a dare sempre il meglio di noi stessi, in qualunque occasione, anche quando sappiamo in anticipo quale sarà l’esito della partita, perché è così che poi si dovranno affrontare le difficoltà, ben più importanti, dell’età matura.

Invito anche gli allenatori delle squadre forti, quando vedono la manifesta superiorità, ad utilizzare magari quelle ragazze che passano troppo tempo in panchina, perché anche questo fa parte del nostro educare.

Invito anche i dirigenti ed allenatori a farsi carico di calmare il proprio pubblico quando questo fa un tifo scorretto e di chiedere all’arbitro, anche se di casa, di segnalare sul referto il comportamento del pubblico.

Spero che chi riceve questa lettera nelle Società la giri a tutto lo staff e magari anche ai genitori e se qualcuno vuole rispondere sarà una cosa molto gradita.

Cordiali saluti
Carlo Isacchi
Presidente CSI LECCO