QUANDO LO SPORT IN ORATORIO E' DI CASA
Da 35 anni “lo sport è di casa nelle realtà ecclesiali, perché spesso condivide un ambito speciale, che è l'oratorio”. Così il Consulente Ecclesiastico don Luigi Pisoni ha aperto giovedì 6 maggio l'intervento rivolto ai dirigenti, allenatori ed ai genitori dell'Us Orobia Robbiate, sodalizio che sta festeggiando i 35 anni di fondazione. “Educare con lo sport” era il tema proposto per questa bella serata formativa ed “educare con lo sport” è stato l'impegno primario assolto in questi suoi primi 35 anni di vita dalla comunità sportiva dell'Us Orobia Robbiate. Un sodalizio pienamente coinvolto nel progetto educativo dell'oratorio, che è cresciuto “in famiglia” contribuendo all'educazione di tante generazioni di giovani. Infatti, ha ricordato don Luigi, che “fare sport in oratorio significa essere partecipi della passione educativa della propria comunità, contribuendo a condurre i ragazzi all'esperienza di vita, sulla misura del Gesù di Nazareth”. Grazie allo sport in oratorio è possibile “educare a valori che sono profondamente umani ma anche evangelici”. Il rispetto dell'altro ed il rispetto delle regole, la vita dello spogliatoio piuttosto che la gestione della vittoria e della sconfitta. “Sono tutti aspetti che troviamo anche nel Vangelo, sono valori che se vissuti bene nello sport preparano il terreno alla semina della buona novella. Ma il valore evangelico per eccellenza è quello della gratuità testimoniata dai nostri allenatori e dirigenti”. Don Luigi ha quindi inviato l'Us Orobia Robbiate e tutte le società sportive degli oratori ad “abitare la Parrocchia”, coltivando “l'elogio della simpatia” nel rapporto con la propria comunità parrocchiale. Cioè facendo scelte di stile orientate alla condivisione del comune progetto educativo. Ed anche la Parrocchia è chiamata “a custodire i medesimi sentimenti di simpatia per lo sport”, strumento che ha una grande capacità educativa. “La Parrocchia affidi agli operatori sportivi la missione educativa” ha sottolineato don Luigi, che non ha mancato di dare consigli sul rapporto da mantenere tra gruppo sportivo e genitori. Ai quali ha suggerito di farsi coinvolgere dalla vita del gruppo sportivo, “perché spesso osservando e condividendo l'esperienza di sport dei propri figli papà e mamma a loro volta crescono e si migliorano come educatori”. E per queste importanti sfide la comunità robbiatese da 35 anni può contare anche sul talento e sull'entusiasmo dei propri dirigenti sportivi.


