
“Un anno all'insegna della spiritualità, con un invito ad una maggiore corresponsabilità tra sacerdoti e laici”.
Così l'Arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha sintetizzato il nuovo anno pastorale, presentato ufficialmente lo scorso 8 settembre, nella solennità della Natività di Maria. Il 2009-2010 sarà un anno di “riposo in Dio, di ricerca della propria anima, della propria interiorità”.
Il settimo anno del mandato di Tettamanzi nella nostra Diocesi si ispirerà al settimo giorno della Creazione, quello del riposo. Ma non si tratterà ovviamente di cedere alla “pigrizia, inerzia e disimpegno”, bensì di puntare all'essenziale: “Cercate il regno di Dio e la sua giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in abbondanza”.
Fare meno per fare meglio e fare insieme. L'Arcivescovo vorrebbe che questo valesse per la “Chiesa, ma anche per la società d'oggi, per il territorio lombardo e per Milano”.
Nell'anno sacerdotale voluto dal Papa Benedetto XVI l'anno pastorale appena inaugurato non poteva non comprendere anche questo tema. L'Arcivescovo ci tiene a sottolineare che “nella Chiesa non ci sono solo i preti, ma anche i fedeli, perchè tutti sono chiamati a far parte del popolo di Dio”. L'invito rivolto a tutti i credenti è allora quello di lavorare insieme, con senso di “comunione, reciprocità e corresponsabilità”.
Negli anni in cui stanno crescendo le Comunità Pastorali, arrivate a più di 80 in tutta la Diocesi, lo scopo sarà quello di arrivare a un “cammino condiviso e partecipato”, chiedendosi quali sono le “urgenze della Chiesa” e rispondendovi insieme.
Un impegno che dovrà coinvolgere a pieno titolo anche le società sportive della nostra zona Pastorale, chiamate nelle rispettive comunità oratoriane a concretizzare con lo sport le attenzioni educative che la comunità riserva ai ragazzi, agli adolescenti ed ai giovani.
Ad ispirare questo cammino sarà il tema dell'anno oratoriano “C'è di più”, il cui contenuto centrale sarà la presa di coscienza progressiva della vita come vocazione, “esperienza che per un ragazzo è l'avventura più bella da vivere”.
Per il Direttore della Federazione Oratori Milanesi (Fom) don Samuele Marelli “per i nostri ragazzi spesso il fatto di accontentarsi, di vivere al minimo e volare basso è il risultato della mancanza di consapevolezza che nella vita ci può essere qualcosa di più. Per questo vorremmo aiutare i ragazzi a capire che davvero nella vita c'è qualcosa di più di quello che può apparire ad uno sguardo distratto e frettoloso. C'è di più di quello che sembra innanzitutto in ciascuno di loro”.