ARBITRI E GIUDICI A BELLAGIO, LA SFIDA E' "FISCHIARE PER GLI ALTRI"


http://www.csi.lecco.it/phpthumb/phpThumb.php?src=../gallery_immagini/p19vm4lk7n1ak01ihf1q8pv6aoar2.JPG&w=800&h=
“Fischiare per gli altri” questo il motto che ha spinto decine di arbitri e giudici ad “invadere” il Bellagio Sporting Club domenica scorsa per partecipare alla convention dedicata a loro. Dopo i saluti di Nino Bevacqua, vice presidente del Csi regionale e di Ennio Airoldi, anche lui vice presidente ma del comitato lecchese, il gruppo ha vissuto un bellissimo momento di riflessione nel quale sono state condivise alcune delle testimonianze presenti nel volume intitolato “fischiare per gli altri”, scritto da Andrea Barbetti e Roberto Mauri.
“Gli arbitri sono educatori associativi che condividendo pienamente le finalità di promozione sportiva ed educativa del Csi svolgono il loro servizio nei confronti degli atleti e delle società sportive allo scopo di contribuire alla realizzazione della crescita personale e sociali di tutti i tesserati”, così si esprimono Giacomo Abate, coordinatore regionale della formazione in Emilia Romagna e Alessandro Bondi, responsabile nazionale arbitri di pallacanestro, in una delle letture analizzate nella convention.
Altro testo condiviso in sala è stato il contributo di Roberto Mauri, psicologo coordinatore del team formazione nazionale Csi, nel quale si dice che “il compito di un arbitro è quello di intervenire affinché il confronto agonistico mantenga le condizioni di equità tra i contendenti, garantendo a tutti le stesse opportunità di gioco e rispetto delle regole”.
Proprio “le regole” e le modifiche alle stesse per la nuova stagione sportiva è stato l’argomento che prima di mezzogiorno le singole commissioni presenti (sport di squadra e atletica) hanno discusso e analizzato nelle riunioni di gruppo realizzate con la partecipazione di tecnici regionali.
I lavori hanno avuto una pausa a mezzogiorno quando i presenti si sono radunati per pranzare insieme, in un clima di allegria, dove simpatia e strette di mano non sono mancate. Dopo la pausa pranzo alcuni gruppi hanno concluso i lavori in aula, mentre altre discipline hanno congedato i loro integranti.

http://www.csi.lecco.it/phpthumb/phpThumb.php?src=../gallery_immagini/p19vm4lk801jt91obn1qlgv0kjsn17.JPG&w=800&h=
Per gli arbitri del volley il pomeriggio ha riservato l'incontro con Manu Benelli e Luisella Milani, vale a dire la più famosa e titolata palleggiatrice della nazionale italiana di volley e la più forte schiacciatrice centrale espressa dalla scuola lecchese di pallavolo, ora entrambe allenatrici a livello giovanile.
Manu gira l’Italia con la Volley Academy, svelando ai giovani ed alle giovani che si avvicinano a questo sport i segreti per imparare le tecniche fondamentali della disciplina, in particolare l’arte del palleggio. Luisella, che a giugno è stata nostra madrina al Gran Galà Under 14, allena ormai da diversi anni le squadre del settore giovanile della sua
Picco Lecco, la società che l’aveva preparata al grande salto nel volley nazionale.

“Sono qui per confrontarmi con voi” ha spiegato la Benelli. E così è stato, con i nostri arbitri impegnati in un dialogo sereno e costruttivo con le due relatrici di eccezione. La campionessa ha spiegato ai nostri fischietti che “il palleggio non è un gesto naturale e che quindi va allenato con grande attenzione”, ricordando loro che gli interventi arbitrali
su questo fondamentale “sono molto importanti per la crescita tecnica di un palleggiatore”. Di qui la necessità di una direzione di gara particolarmente attenta alle modalità di intervento sul gesto del palleggio: “fischiare per gli altri” è anche questo.

Per concludere, vi regaliamo un piccolo “vocabolario” dell’arbitro, con delle parole chiave su cui ogni arbitro può riflettere ed approfondire il suo pensiero: cambiamento soprattutto di mente, trasformazione, cioè essere i primi a voler cambiare per migliorare lo sport, lasciare oppure sacrificare le ambizioni personali per lo spirito di gruppo, coraggio (di fare nuove scelte) e per ultimo reinterpretare, perché sapere interpretare ci permette di fare diventare “nuove” le cose vecchie rivisitandole in chiave positiva nel bene della comunità. (F.M.)